Biografia

Hadeel Azeez (Hadeel A. Dhahir Aldhaher), artista e insegnante di lingua araba, nasce a Baghdad nel 1981, da padre iracheno e madre iraniana. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Baghdad, specializzandosi in pittura, si trasferisce in Italia nel 2003, poco prima dello scoppio della guerra in Iraq. In questo periodo, una fase embrionale di studio, sperimentazione, esegue prevalentemente ritratti e partecipa a mostre collettive, tra cui Le Donne del Mediterraneo (2007), nel castello di Conversano, in provincia di Bari, occasione in cui riceve un importante riconoscimento istituzionale. Dal 2006 si susseguono mostre personali in ambito pugliese, quali Baghdad nell’anima, nella storica torre civica di Cisternino e Contemporary Figures (2007), presso la chiesa di Sant’Anna ad Altamura.

Tra il 2007 e il 2009 vive a Londra, centro culturale di forte impulso creativo, dove pubblica il dipinto Se avessi saputo la fine non avrei iniziato (2008) sulla rivista dedicata all’arte contemporanea Rooms. Sono anni di progressiva autonomia linguistica, alla costante ricerca di soluzioni espressive. Tornata in Italia, esegue importanti lavori destinati a divenire il fulcro della sua riflessione artistica: sculture rivestite di tessere specchianti, allusive alle molteplici sfaccettature dell’essere, che esprimono l’inevitabile tensione tra autocoscienza e frammentazione dell’io, una tensione vitale che – per Azeez – produce sempre energia luminosa e positiva (Reflection and Retroreflection, presso la Galleria Tracce di Lecce, nel 2009, e Reflections, alla Acrom Art Space di Taranto, nel 2010). 

Il 2011 è l’anno di Infiniti dettagli (Bari, Galleria Formaquattro) esposizione che introduce le prime installazioni e nuove iconografie su tela: particolari anatomici ingranditi, accompagnati da versi di poeti arabi, che rimandano soprattutto a corpi di donna, al loro vissuto, ai loro intimi desideri. A maggio dello stesso anno, Rivelazioni in blu è una personale studiata per lo spazio della Galleria Contemporanea a Roma, che accoglie la straordinaria partecipazione del liutista iracheno Khyam Allami, alla presenza di autorità dell’ambasciata irachena in Italia. Sempre nel 2011, l’intensa attività espositiva vede l’artista impegnata in tre allestimenti in Sicilia: Solitudine dai lunghi riflessi al nuovo Museo etno-antropologico di Solarino (nel quale è il dipinto Qualche volta) e al Palazzo delle Esposizioni della Provincia di Siracusa, in cui presenta la sua prima video-art e opere con performance di musica e danza, e Identità Preservate presso la Galleria dello Steri, ancora una volta a Siracusa. 

Sensibile interprete della Primavera araba, nel 2012 partecipa al festival del cinema arabo Yalla Shebab, presso il Cineteatro DB d’Essai di Lecce con La rivoluzione delle rose, in onore dei giovani rivoluzionari. Nello stesso anno, a Napoli, seguono la mostra personale Transiti all’Università degli studi Suor Orsola Benincasa (che custodisce la tela intitolata La luna) e la collettiva a Castel dell’Ovo, Le ceneri della Fenice. Nel maggio del 2013, presso l’ambasciata irachena di Roma, ha luogo Sensi, mostra che accoglie un importante corpus di opere dell’ultimo quinquennio (fra le quali Un saluto alla patria, di proprietà dell’ambasciata), articolata in tre icastiche sezioni – SentireSentirsi Sentire fuori e dentro di sé.

Tra il 2013 e il 2018 partecipa a diverse esposizioni nella capitale, tra cui La mente artistica, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale (2014), in cui ha modo di confrontarsi con giovani artiste provenienti da vari paesi, e la mostra personale Storia di una liberazione nella Galleria Horti Lamiani Bettivò arte contemporanea (2018). 

Del 2014 è, inoltre, il suo intervento site specific all’interno del MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz città meticcia, Fuggiasco dalla mia casa alla mia casa, opera realizzata su un’ampia porta scorrevole, che rimanda a ogni vano tentativo di fuga da se stessi, dalla propria casa interiore. Sono anni di incontri, ricerca appassionata, in cui lo stile di Azeez muta, evolve, dando origine a un nuovo linguaggio segnico fatto di infiniti filamenti sinuosi, realizzati prevalentemente con l’inchiostro nero della penna a sfera, che generano masse informi di straordinaria potenza espressiva. Uno stile, quest’ultimo, che s’impone nel 2019, in occasione della mostra Intrecci d’arte alla Gallery of Temple University Rome e nell’ambito del Macro Asilo – spazio polifunzionale che trasforma il museo in un organismo vitale e accogliente – in cui espone diverse opere nella stanza-atelier 2.

Convinta sostenitrice del dialogo interculturale, prende parte a progetti sperimentali quali il Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e Materie (M.A.M.), una piattaforma digitale finalizzata a conservare la memoria di artiste emergenti, operanti nell’area del Mediterraneo, e lo spettacolo teatrale Feminae forme elette (Roma, Sala Umberto, nel 2018; Bologna, Teatro Duse, nel 2019), omaggio alla forza creativa delle donne, per cui realizza le opere di scena.

Dal 2017, il suo incessante e prolifico percorso artistico s’intreccia alla traduzione di testi poetici e all’insegnamento della lingua araba, come attesta la docenza al Master universitario di primo livello in Lingue e Culture Orientali (MiLCO), organizzato in collaborazione tra Università IULM e Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Studiosa di arte mediorientale contemporanea, nel 2019 è relatore alla conferenza Il potere dell’arte. Il Medio Oriente tra storia e sviluppo dell’arte al Macro Asilo.

Hadeel Azeez vive e lavora in Italia.

 

Alessandra Petrone